C'è un pò di zzimma tra i modelli di business

Tuesday, 16 September 08
porci con le ali C'è proprio aria pesante tra i modelli di business. Non si sa davvero a chi dare la colpa e allora magari te la prendi col calo del rendimento dell'advertising o giuri il tuo scetticismo sulla possibilità di mandare avanti la maggior parte dei servizi web tramite l'advertising.

Sarà opinabile forse se c'è calo o no del rendimento ma non credo il punto sia questo visto che stiamo parlando di un mercato pubblicitario online comunque in crescita, mentre invece sulla difficoltà di mandare avanti molte, moltissime baracche web con la pubblicità anche io nutro profonde perplessità.

Ad esempio oggi se vuoi guadagnare da adsense devi fare un tipo di web che somiglia più allo spam che ad un servizio vero e proprio: metti online siti con milioni di pagine e monetizzi (fortemente) dalla long tail delle ricerche. Costi quasi nulli, non ti serve una community. Guadagni e basta, ma magari non sei esattamente soddisfatto di quello che hai creato e specialmente tutto è molto precario: a Google si alzano col piedino sbagliato, cambiano un algoritmo e sei fuori.

Però sembra ormai chiaro che almeno in un caso l'AD paga: i blog. Si può mandare avanti un blog di discreto successo e guadagnarci anche bene solo utilizzando la pubblicità, anche se è chiaro che un blog non è un servizio web, è un caso particolare di editoria online, e in quel caso lo sapevamo già che la pubblicità tendeva a funzionare (e comunque anche nel caso dei blog gran parte dei click vengono fuori da gente che arriva dal motore di ricerca e non trova quel che voleva e finisce per farsi sedurre dal banner).

Allora ripronongo qui la mia domanda fatta durante una "tavola rotonda" alla blogfest che non ha guadagnato nessuna risposta convincente anche perchè il clima non era quello giusto per intavolare un dialogo forse.
Non mi sembra che negli States, per prendere come riferimento il mercato più florido e innovativo per le applicazioni web, la maggior parte dei servizi che hanno incontrato il consenso del pubblico e degli investitori avevano solidi modelli di business, quasi sempre la strategia era quella di farsi comprare da qualche "Big" che nella stragrande maggioranza dei casi non aveva come scopo quello di riempire di pubblicità il servizio (e non lo ha fatto), allora come possiamo imputare il ritardo spaventoso del mercato italiano al rendimento pubblicitario?
Ovviamente da questo segue (o viceversa) il pensiero logico di come è sostenibile tutto questo modello a lungo termine. A me l'unico sbocco sensato per tutti i servizi che con l'advertising davvero non ci vivono sembra quello del modello pay alla flickr, altrimenti ciò che accadrà è una continua acquisizione da parte di Google o chi per loro di tutto quanto è tecnologicamente rilevante e poteva anche diventare dopo qualche anno sana concorrenza.

La conseguenza di questo è l'erogazione di qualunque tipo di servizio in maniera gratuita. Vuoi la posta con la casella di un terabyte? È gratis! Vuoi il blog con volume di traffico infinito senza pubblicità? Certo, è gratis! tanto noi ci guadagnamo lo stesso, siamo gli unici a veicolare la pubblicità o quasi e solo nel profilarti sai che piacere.

Nel mentre tutte le piccole aziende che potrebbero innovare e fare sana concorrenza se i servizi si pagassero, anche solo un pò, stanno a guardare con una sottile sensazione di impotenza.

p.s. il motivo per cui per ora uso le parole "irrilevante" e "rilevante" è imputabile al mio amore per sette di nove. Tra un pò diro anche "consenso" invece di "sono d'accordo".

pp.ss. per toccare il modello pay con mano ho comprato un account pro su flickr ma forse ormai è troppo tardi perchè l'acquisizione è stata fatta da un pezzo e non è la stessa soddisfazione che potevo avere ad essere un cliente pay di una azienda che non voleva farsi per forza acquistare pur avendo un modello sostenibile.
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Commenti

Giuliastro Scrive:
16 Sep 08, 06:54:39
La pubblicità vive fasi cicliche, se ben ricordi prima dell'arrivo di Google sembrava che l'ad online fosse uno dei più grandi flop della storia moderna, ora ci sono siti che ci vivono. E' normale comunque che l'efficacia della pubblicità diminuisca con l'aumentare del livello culturale delle persone, io credo quindi più ad una fase calante piuttosto che il contrario.

Forse il modello ideale per il web comunque utilizza un pò di tutto questo. Ovvero offre servizi gratuiti con pubblicità, servizi a pagamento e si affianca a società che rivendono ogni più piccola esperienza attraverso consulenze e servizi esterni.
Mushin Scrive:
16 Sep 08, 14:07:28
Come non essere d'accordo. Il problema di fondo è che in Italia tutti stanno a guardare al dito e non al problema. Se c'é troppo inquinamento è chiaro che ci sono troppe macchine. Ma è anche vero che ci sono pochi alberi. Allora se il problema è che non si sbarca il lunario, la colpa può essere della pubblicità e della struttura del suo mercato, ma (come nel caso dell'inquinamento) ha poco senso cercare la soluzione lì. Cerchiamola nell'innovazione, nella capacità di fare servizi nuovi e di esplorare modelli di business che non esistono ancora o non sono adattati al contesto giusto.

Secondo me la radice del problema è che oggi uno fa facebook e un attimo dopo nascono milioni di cloni. Il mercato è saturo ed inefficiente, perché tutti copiano e basta. E quindi si contendono le risorse della sussistenza in un gioco a somma zero. Se si esplorassero servizi davvero nuovi (o che interpretino in modo davvero nuovo contesti già esistenti) si partirebbe certo da una posizione più sostenibile per risolvere il problema della sussistenza.

Creare prodotti per essere acquistati da big è solo speculazione. E creare qualcosa online solo per diventare ricchi, è un punto di partenza che uccide ogni possibilità di discussione. La sostenibilità è fatta di crescita lenta e scelte ponderate.

Ovviamente tutto IMHO.
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